Ci siamo resi conto che i dati che continuiamo a raccogliere sono diventati energia vitale.

L’artificial Intelligence ci porta a comprendere sempre di più l’utilizzo dei dispositivi più innovativi per raccogliere dati, ma sempre meno consapevolezza del dato raccolto.

La maggior parte delle aziende sono vincolate ad un codice generato da parecchi anni con l’impossibilità, in molti casi, di aggiornare lo stesso codice e per questo, pur evolvendo le tecnologie, si continuano a raccogliere sempre più dati meno classificati e dissociati. Infatti le aziende attaverso l’ I.o.T(internet of things) sono in grado di catturare qualsiasi informazione sul profilo delle persone, ma poi non sono in grado di legare queste informazioni in un contesto I.o.P.(internet of people), praticamente sanno come si muovono le persone ma non sanno chi sono queste persone.

Il Data Driven Innovation è realizzabile solamente attraverso il Data Cleansing che si occupa di integrare algoritmi generati in un contesto di Data Heuristic Intelligence e di Data Collection, con l’obbiettivo di rendere intrinseca la funzione per cui il dato è stato raccolto.

«Il dato deve essere ordinato, senza un uso sperequato, poco umano e artificiale, affinché l’informazione non venga dispersa o ci si ritorca contro precipitando in una sorta di Medioevo tecnologico».

I dati sono il petrolio del Data Economy Gaetano
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